Antipasti

Ntakos con feta, fichi, miele e Sale grigio di Bretagna

01/10/10 15:04



Ingredienti e dosi

10 Ntakos (pane duro, di origine greca)
Pomodori
Feta
Acqua
Origano
Olio d'oliva
Sale

Per la variante
10 Ntakos
Feta 
Fichi neri
Miele ( a piacere)
Acqua
Olio extravergine d'oliva
Origano
Sale di bretagna
Ntakos o Koukouvagia

La preparazione è molto semplice, e costituisce un antipasto all'interno del variopinto panorama gastronomico della cucina greca.
Il pane va semplicemente idratato con dell'acqua, o meglio ancora con i succhi dell'insalata del pomodoro e farcito con il pomodoro a pezzetti appunto (che se preferite potreste anche sbollentare appena e privare della pelle), olio d'oliva, origano e feta.
Nella mia versione ho invece voluto abbinare il sapore dolce del fico a quello salino e pungente della feta.
Ma l'ingrediente segreto è proprio il pane realizzato con una farina di sesamo e ha un gusto....per il quale si potrebbe perdere la testa...ottimo servito anche nell'insalata mista, magari con cipolle fresche e peperoni rossi...

Kalì Orexi!






Il fico e il potere evocativo di un'immagine

Una storia vera, reale densa di arte e vita, comunicazione e intelletto.
La rappresentazione della tavola nel mondo dell'arte non rappresenta solo un modo di comunicare un immagine e stabilire con essa un solo contatto estetico, lancia sempre un messaggio subliminale, desta un ricordo, una sensazione, stimola la logica e molto spesso determina il corso degli eventi.
Il potere evocativo di un immagine ha segnato nel corso di ogni epoca artistica, la naturale necessità umana, di esprimere artisticamente il proprio estro, utilizzando un linguaggio semplice e per questo diretto, e da tutti compreso. Il disegno.
Ma veniamo a noi, e al potere evocativo di un gesto, che richiama un oggetto, in questo caso un frutto, il fico.
Conoscete la celebre affermazione "Carthago delenda est"?
Probabilmente si, ma sapete anche chi ha pronunciato questa frase?
Un coro di senatori romani (ci aggiungerei probabilmente impauriti).
Cosa li impaurì dite?
La vista di un cesto di fichi freschi provenienti da Cartagine, portato a braccio da Catone.
Non ebbe bisogno di fiatare, Catone.La vista di quei fichi destò in loro la reazione, era necessario reagire, di fronte alla grande potenza marittima e militare che minacciava l'Impero Romano.
Ma quale fu il messaggio? 
Lo stratagemma di Catone, ancora oggi ricordato come la prova più potente e comunicativa che la storia dell'uomo ricordi, si fonda sull'uso di un semplice messaggio. Il fico è fresco, dopo tre giorni di viaggio da Cartagine a Roma, il fico è ancora fresco.
Tutto ciò significa che la potenza commerciale di Cartagine è troppo vicina, costituendo quindi una minaccia, Cartagine deve essere distrutta, immaginate quanto è vicino il nemico!
Con un solo gesto, Catone riuscì a comunicare il problema più grande che Roma sarebbe stata destinata ad affrontare dopo la parentesi delle due guerre puniche.
Nessuna retorica, ma semplicemente un'immagine, di cui si può sentire il profumo, oltre che poter essere persino toccata.
Offre qualcosa di diverso, comunica all'intelletto con l'aiuto di un'immagine.

Sono dottoressa in scienze per i beni culturali, ma credetemi non ho la minima idea di chi possa essere l'autore del dipinto da me scelto (sottolineo gusto dettato dal potere evocativo dell'immagine :))
Potendo abbozzare un'ipotesi credo che l'opera sia realizzata con la tecnica della tempera su muro precedentemente tinteggiato e che sia molto antica (VII-VIII sec A.C) , il tratto è semplice, lineare, essenziale e riconducibile con probabilità al 2° stile pompeiano.
La lettura iconografica è molto semplice, si può notare chiaramente, quasi a voler creare un'illusione prospettica, un punto di fuga che da profondità spaziale e comunicativa al contenuto del messaggio; due fichi posati l'uno accanto all'altro, sul davanzale di una finestra, dalla quale sembra filtrare della luce naturale, rimando probabile all'usanza di riportare nelle pitture pompeiane il tema dei frutti, della natura morta, così come pure il tema dell'agricoltura e del suo alleato prezioso, il sole.
Una forma di pane, posato su un tavolo quasi evanescente, ma presente, dato l'evidente stacco di colore è già porzionato, e l'immediato rimando ai fichi, potrebbe volerci indicare un'usanza culinaria, o una piacevole consuetudine nella dieta quotidiana del tempo.
Scorci di vita quotidiana nei quali ancora oggi siamo in grado di confrontarci, tutto grazie al potere evocativo di un'immagine.


Con questa ricetta partecipo al contest


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2 commenti

  1. e io ke pensavo ad abbinare la feta solo all'anguria!!! non ci avevo pensato con i fichi sarà delizioso! ottimo accostamento del dolciastro con il salaticcio del formaggio!

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  2. e io ke pensavo ad abbinare la feta solo all'anguria!!! non ci avevo pensato con i fichi sarà delizioso! ottimo accostamento del dolciastro con il salaticcio del formaggio!

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