domenica 30 ottobre 2011
Frolla e Ricotta: Il gelato d'inverno.
La ricetta è stata realizzata interamente col Bimby.
La base croccante e la crema di ricotta con gocce di cioccolato. Dite un po', non sembra avere l'aspetto di un gelato?
Ingredienti e dosi per 10 biscotti
250 g di farina tipo "00"
125 g di zucchero semolato
100 g di burro
1 uovo
15 ml di latte
8 g di lievito per dolci
un pizzico di sale
Per la farcitura
250 g di ricotta
80 g di gocce di cioccolato
60 g di zucchero a velo
Mettete nel boccale farina e lievito setacciati, lo zucchero, l'uovo, il latte, il pizzico di sale e il burro a pezzi a temperatura ambiente. Programmate il tempo,1 minuto, Vel. 3.
Con l'aiuto di un coppapasta formate delle basi circolari (o della forma che preferite) e infornate a 180°C. per 30 minuti.
Ripulite il boccale, posizionate la farfalla, mettete quindi la ricotta, lo zucchero e le gocce di cioccolato.
1 Minuto, Vel. 4.
Quando i biscotti saranno pronti, sfornate e lasciate raffreddare bene.
Farcite quindi i biscotti e chiudeteli come se fossero dei sandwich.
domenica 23 ottobre 2011
Nut brownies
Ingredienti e dosi per 6-8 persone
150 g. di cioccolato fondente al 70%
113 g. di burro
200 gr. di zucchero semolato vanigliato
95 g. di farina 00
120 g. di nocciole appena tritate
3 uova
1/2 cucchiaino da tè di sale
Preriscaldate il forno a 180°C e rivestite una teglia (meglio se rettangolare e non troppo bassa) con la carta da forno.
Tritate appena le noci e mettetele da parte.
Fate sciogliere il cioccolato a bagno maria assieme al burro tagliato in piccoli pezzi.
Quanto il tutto si sarà sciolto versatelo in una ciotola e aggiungete subito lo zucchero, Mescolate bene con l'aiuto di una frusta a mano. (inizialmente l'impasto risulterà un poco grumoso, ma dopo l'aggiunta delle uova il composto tornerà ad essere ben liscio e lucido.)
Unite una ad una le uova, quindi il sale e per ultimo la farina, amalgamando bene a partire dal centro per poi raccogliere la farina rimasta sui bordi.
Incorporate per ultimo le nocciole.
Versate il composto ottenuto nella teglia e infornate per circa 25 minuti.
La superficie risulterà leggermente crepata e in questo caso non funziona la prova stuzzicadenti, in quanto l'interno del dolce dovrà risultare umido e quasi cremoso.
Sformate e lasciate raffreddare a temperatura ambiente.
Con l'aiuto di un coltello ricavate i vostri brownies. Spolverate a piacere con lo zucchero a velo.
giovedì 20 ottobre 2011
Pirojki aux courgettes et poulet
Dalla Russia, un delizioso simbolo di cucina e di gioia ..da un'invenzione di Antonin Careme, chef, alla corte dello zar Alessandro I.
Secondo una tradizione, gli antichi russi, valutavano l'abilità "cuciniera" di una donna in base alla capacità che essa possedeva nell'utilizzare il forno, e non solo, essa acquisiva maggiore rispetto da parte dei suoi famigliari in base ad una buona riuscita relativa al grado di cottura, sapore e profumo dei pirojki.
Ne esistono svariate versioni, ovviamente con una base neutra come quella di un "pane", la ricetta si presta alle più interessanti interpretazioni sia dolci sia salate.
La mia versione è salata, l'originale è con il salmone, ma non vi nego che sono molto curiosa di provarla anche dolce..come sempre..spazio alla fantasia!
Da una ricetta di Florence Edelmann (rivisitata e riadattata)
per 17 pirojki
Per la pasta lievitata
500 g di farina "00" setacciata
50 g di burro
120,5 ml di latte fresco
1 uovo (da 60 g)
1 cucchiaio di zucchero
8 g di lievito di birra
6 g di sale
100 ml di acqua tiepida
Per la farcitura
3 zucchine di media grandezza
170 g di pollo affettato affumicato
3 uova sode
1 scalogno
25 g di burro
sale e pepe q.b.
Fate ammorbidire il burro.
Sciogliete il lievito nell'acqua tiepida 37°C.
Setacciate la farina con lo zucchero e il sale e fateli amalgamare nella planetaria con la frusta.
Aggiungete l'uovo, quindi progressivamente il lievito sciolto nell'acqua, quindi unite il latte poco a poco.
Quando la pasta incomincia a staccarsi dai bordi della planetaria aggiungete il burro a piccoli pezzi, poco a poco e lavorate sino ad ottenere un impasto omogeneo.
Lasciate lievitare l'impasto così ottenuto in una terrina coperta da un panno per un'ora.
Cuocete le uova sode (8 minuti dall'ebollizione) e quando saranno pronte privatele del guscio.
Fate sbianchire le zucchine, dopo averle ben lavate e private delle due estremità, in abbondante acqua bollente salata per 5 minuti.
Trascorso questo tempo fatele raffreddare sotto l'acqua corrente fredda. Ricavate dei pezzi grossolani.
Affettate , sempre grossolanamente, il pollo affettato e a questo aggiungete le uova sode sminuzzate, amalgamate sino ad ottenere una poltiglia.
A parte, in un una padella, fate sciogliere i 25 g di burro nel quale farete imbiondire lo scalogno e le zucchine a pezzetti, correggete di sale e pepe.
Bagnate con mezzo bicchiere d'acqua. Lasciate cuocere a fiamma dolce per circa 10 minuti.
A cottura ultimata, unite le zucchine al prosciutto e all'uovo. Mescolate bene in modo da amalgamare tutti gli ingredienti e ottenere una farcia omogenea.
Riprendete a questo punto l'impasto, lavoratelo qualche istante e ricavate 10 pezzi dal peso di circa 70 g l'uno.
Stendete ogni pezzo di pasta in modo da ottenere dei dischi dal diametro di circa 15 cm.
Bagnate i bordi del disco con il bianco dell'uovo sbattuto insieme a due cucchiai d'acqua.
Posizionate al centro del disco un cucchiaio di farcia e richiudete a pacchetto i vostri pirojki unendo prima le due parti (destra-sinistra) e poi il sopra e il sotto.
Disponeteli su una placca ricoperta di carta da forno, dorateli con il rosso dell'uovo e lasciate riposare per 20 minuti.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 190° per circa 25 minuti.
Servire tiepidi.
martedì 18 ottobre 2011
Torta Jolanda all'olio extravergine d'oliva
da una ricetta dello Chef Pasticcere Luca Montersino
Torta Jolanda all'olio extravergine d'oliva
- senza burro ne altri derivati del latte
110 g di tuorli
50 g di uova
100 g di olio extravergine d'oliva
85 g di olio di riso
130 g di fecola di patate
15 g di rum
50 g di farina d'orzo
75 g di farina integrale
8 g di lievito (baking)
50 g di latte d'avena
1 pizzico di sale
100 g di albumi
75 g di zucchero semolato
olio e farina integrale per lo stampo
Emulsionate, con l'aiuto di un minipimer , i tuorli e le uova intere con i due tipi di olio, poi montate la crema ottenuta in una planetaria con lo zucchero a velo e la fecola di patate.
Profumate con il rum, quindi unite le farine setacciate con il lievito, alternandole con il latte di avena. Completate con il pizzico di sale e e gli albumi che avrete montato in precedenza con lo zucchero semolato, e uniteli al resto del composto mescolando delicatamente dal basso verso l'alto.
Versate il composto così ottenuto negli stampi unti di olio ed infarinati con farina integrale dapprima a 210° C. per 10 minuti, poi abbassate la cottura a 180°per altri 35-40 minuti.
Quando il dolce sarà pronto spolveratene infine la superficie con lo zucchero a velo.
In aggiunta è possibile glassare la parte inferiore del dolce con del cioccolato fuso.
Ottimo dolce da forno per la colazione o per il vostro tè pomeridiano.
domenica 16 ottobre 2011
Cake au pesto et Beaufort
..ormai lo sapete bene..coniugare i sapori con prodotti tipici di diverse parti del mondo mi entusiasma sempre tantissimo..niente di più semplice, un pesto fresco di basilico (rigorosamente con l'aglio, tremendamente chic e genôise) e un formaggio francese il Beaufort " il principe dei Gruyères" peccaminosamente squisito.
Volete la ricetta ? ;)
Ingredienti e dosi per 6 persone
1 spicchio d'aglio
1 mazzetto di basilico tipo genovese
40 g di pinoli
110 g di olio extravergine d'oliva
20 g di parmigiano grattugiato
150 g di Beaufort ® D.o.p.
180 g di farina
1 cucchiaino di lievito in polvere per preparati salati
3 uova intere
sale e pepe q.b
Preriscaldate il forno a 180°C e rivestite il vostro stampo da plum cake (20x12) con un cavaliere di carta da forno.
Tagliate il formaggio in dadini e mettete da parte.
Sbucciate l'aglio e tritatelo finemente, lavate il basilico e asciugatelo.
Frullate con un frullatore ad immersione 30 g di pinoli, l'aglio, l'olio d'oliva e il parmigiano grattugiato, aggiungete quindi il basilico e frullate sino a che il pesto non diventerà ben omogeneo.
Setacciate la farina con il lievito e incorporatela poco a poco al pesto di basilico.
Incorporate le uova che avrete precedentemente sbattuto salato e pepato.
Unite infine i pezzetti di beaufort.
Versate il composto ottenuto nella teglia e cospargete la superficie con i pinoli rimasti.
Infornate per 20 minuti, quindi portate la temperatura a 160°C e ultimate la cottura per altri 30 minuti.
Profiteroles , s'il vous plaît ,tiramisù!
..se siete alla ricerca di un dolcino delizioso in grado di risollevare il vostro umore..
L'origine della ricetta trae spunto dal Profiteroles tiramisù di Luca Montersino, impeccabile, come sempre.
Di mio che c'è? L'idea di aggiungere a due ricette, che già di per se sono bastevoli a soddisfare le richieste golose di ogni essere umano, un'ulteriore forma, che ci ricorda chiaramente il Paris-Brest.
Regine di questa preparazione la pâte à choux, caratteristica sia del profiteroles che del paris-brest, e la glassa profiteroles al mascarpone, senza dimenticare la chantilly al caffè..
Il piccolo vizio, della domenica...!
Per la finitura: 200 g di pasta per bignè:
Comincio con darvi i link di riferimento per la pâte à choux che costituisce la base della ricetta, che trovate qui.
Conferite ovviamente alla pasta la forma che desiderate.
Preparate la crema pasticcera:
400 g di latte intero fresco
100 g di panna fresca
150 g di tuorli
150 g di zucchero
20 g di amido di mais
17 g di amido di riso
1 baccello di vaniglia bourbon
Lo chef consiglia di non utilizzare farina, bensì amidi, i quali essendo composti per lo più di sostanze ormai "morte" non conferiranno alla crema quel sapore di farina cruda che molto spesso assaporiamo quando utilizziamo per l'appunto farina per la realizzazione della crema.
Mettete latte e panna a bollire, ma badate di non farli evaporare eccessivamente.
Nel frattempo montate i tuorli assieme allo zucchero sino a che non saranno diventati gonfi e chiari.
A questo composto incorporate quindi gli amidi setacciati, amalgamate bene il tutto, e unite questo composto nel latte e panna in ebollizione (se dovessero bollire anzitempo sarà necessario spegnere il fuoco per poi riaccenderlo nel momento in cui aggiungerete le uova).
Quindi attendete. Non mescolate e attendete che la panna e il latte comincino a sobbollire lungo i bordi cominciando pian piano a ricoprire il composto di uova e amidi, quindi mescolate con una frusta e nel giro di qualche secondo la crema sarà addensata.
La polpa della vaniglia e la colla di pesce è sempre preferibile aggiungerli a caldo, quindi potete sempre mettere la vostra crema pasticcera a raffreddare coperta dalla carta pellicola e quando sarà il momento di inserire la vaniglia e la colla di pesce preleverete una piccola parte di crema, la scalderete a microonde e aggiungerete la polpa della bacca di vaniglia e la colla di pesce precedentemente ammollata in acqua fredda, per poi riamalgamare nuovamente tutto insieme.
Preparate a questo punto la Chantilly al caffè:
500 g di panna fresca
250 g di crema pasticcera
30 g di gelatina in soluzione (o colla di pesce)
50 g di caffè espresso
5 g di caffè solubile
Stemperate la crema pasticcera fredda di frigorifero con l'aiuto di una frusta a mano al fine di ottenere una massa liscia ed omogenea.
Prelevatene circa la metà e scaldatela nel forno a microonde quindi unite la gelatina e amalgamate bene in modo da scioglierla completamente.
Aggiungete anche il caffè espresso nel quale è stato fatto sciogliere il caffè solubile.
Incorporate a questo punto il resto della crema pasticcera fredda. Nel frattempo montate la panna e incorporatela al composto di crema e caffè molto delicatamente con movimenti dal basso verso l'alto, in modo da non far smontare il composto.
Coprite con la pellicola trasparente e mettete in frigorifero.
Procedete con la Glassa profiteroles al mascarpone
250 g di mascarpone
250 g di panna
150 g di crema pasticcera
70 g di zucchero a velo (la ricetta originale ne richiede 80g)
Incorporate al mascarpone la crema pasticcera e lo zucchero a velo con l'aiuto di una frusta a mano.
Mentre con una spatola di gomma andrete ad incorporare la panna leggermente sbattuta.
Conservate in frigorifero.
Farcite a questo punto i vostri bignè/eclairs/chouquettes con la chantilly al caffè, glassate con la glassa profiteroles al mascarpone e completate il tutto con una spolverata di cacao Van Houten.
a
15:22
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venerdì 14 ottobre 2011
Les petites tartes au citron...de mon amour!
...Andrea e ...le mani in pasta...!
Ingredienti e dosi per uno stampo da 20x30cm
Per la base del trancetto
75 g di zucchero
250 g di farina tipo "00"
125 g di burro fuso
2 uova da 60 g
30 g di acqua
1/2 bustina di lievito in polvere per dolci
Per la crema al limone
250 g di zucchero a velo
200 g di farina
2 uova
la scorza grattugiata di 2 limoni non trattati
150 ml di succo di limone
1/2 bustina di lievito in polvere per dolci
zucchero a velo per decorare
Preparate per prima cosa la base,
Montate bene le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, quindi aggiungete, sempre mescolando, la farina setacciata con il lievito alternandola al burro fuso, aggiungete per ultimo l'acqua, e mescolate bene.
Trasferite il composto in uno stampo stampo imburrato e infarinato, oppure foderato di carta da forno. Livellate la superficie con il dorso di un cucchiaio leggermente bagnato e infornate a 180° statico, per circa 20' o comunque sino a che la superficie non risulterà ben colorita.
Mentre la vostra base cuoce in forno preparate la crema al limone.
Mescolate insieme tutti gli ingredienti (in ordine, uova, zucchero, farina e lievito e succo di limone) con uno sbattitore elettrico (o con la frusta di un'impastatrice) fino ad ottenere un composto chiaro e gonfio.
Versate qundi la crema ottenuta nello stampo proprio sopra la base e infornate per altri 25 minuti sino a che non si sarà leggermente addensata e avrà assunto una consistenza budinosa (se desiderate che venga su più compatta prolungate la cottura di altri 5 minuti circa).
Lasciate raffreddare, io l'ho lasciato per una notte in frigorifero, in questo modo vi risulterà più semplice ricavare i vostri trancetti.
Merci Andrè pour ces délices....ps..je t'aime!
a
15:34
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giovedì 13 ottobre 2011
Apple Pie
..o torta di nonna papera, se preferite.
Ricordo solo che quando ero piccina, bramavo sapere che sapore potesse mai avere quella favolosa torta che finiva rigorosamente sul davanzale fiorito di una finestra, fumante, e che, sicuramente generava un profumino di mela niente male..se non anche, l'elegante missione di attrarre verso se i più golosi..
Sarò sincera.
La torta di mele, quella all'italiana, per intenderci, con la mela di sopra e finanche nel composto, non mi ha mai emozionata tanto. Non so perchè, è senz'altro buonissima, ma a dirla proprio tutta, mai avuto feeling speciale..
Le affiliate, così le chiamo io, sono davvero tante.
C'è l'apple crumble all'inglese, la tarte Tatin alla francese, c'è la Apple streusel cake, la apple Galette, la apple custard tart, la torta frangipane alle mele, la apple scone cake...l'avete pensato anche voi? abbiamo proprio l'imbarazzo della scelta!
Se il mio feeling con la torta di mele classica proprio non s'ha da fare, non posso certo dire lo stesso per l'accoppiata mela-pasta sfoglia.
Ed è forse proprio per questo motivo che vago e sperimento alla ricerca della mia idea di torta alle mele perfetta. Bugia, l'ho già trovata. La tarte Tatin, è ovvio, e chi segue il mio blog sa perchè.
Per il resto continuo..sempre alla ricerca del famoso colpo di fulmine che suggelli l'unione tra la mia fantasia e la torta di mele all'italiana...certo è che se mi chiedete di farla l'entusiasmo non sarà poi...ma se mi mettete una bella fetta davanti....:)
Quindi in conclusione...avete la vostra ricetta tutta personale di "torta alle mele" e volete aiutarmi a superare questo trauma? vi prometto che la provo..e la posto qui, sul mio blog.
L'indirizzo lo conoscete...monpetitbistrot@gmail.com baci a tutte!
Apple Pie
Ingredienti e dosi per 6 persone (tortiera da 24 cm di diametro)
270g di farina
80 g di burro
2 cucchiai di zucchero semolato
2 uova
2 cucchiai di latte
50 g di zucchero a velo
3 mele renette (o golden)
50 g di uvetta sultanina
50 g di mandorle (o pinoli) in bastoncini
1 fialetta di essenza di vaniglia
1 cucchiaio di pane grattugiato
Preparazione e cottura: 1 ora
Preparate l'impasto amalgamando il burro fuso con i due cucchiai di zucchero e un uovo intero.
Aggiungete la farina e impastate.
Versate un po'di latte finché l'impasto sarà ben amalgamato e non appiccicoso (se si usa un'impastatrice fino a che l'impasto non si attaccherà più ai bordi del recipiente).
Lasciate riposare l'impasto per almeno 15 minuti in frigorifero (dovrà essere ben sodo nel momento in cui verrà steso).
Nel frattempo mettete l'uvetta ad ammollare in acqua tiepida.
Lavate le mele, sbucciatele e ricavatene dei cubotti non troppo grandi, aggiungete lo zucchero a velo, le mandorle (o i pinoli), l'uvetta, l'essenza di vaniglia e il pangrattato.
Trascorsi i 15 minuti prendete l'impasto e dividetelo in due parti, stendete la prima parte d'impasto e con questo rivestite una tortiera da 24 cm di diametro.
Riempite l'interno con il composto di mele e uvetta, stendete la seconda parte d'impasto e ricoprite con questa la torta, praticate dei forellini sulla superficie (per la fuoriuscita del vapore di cottura), e arrotolate bene i bordi su se stessi in modo che i liquidi della cottura non fuoriescano.
Spennellate la superficie della torta con il tuorlo d'uovo sbattuto.
Infornate in forno già caldo a 170°C per 35 minuti e comunque finché la torta non sarà ben dorata.
Io l'ho accompagnata con una quenelle di panna leggermente montata.
martedì 11 ottobre 2011
Crema di pollo, zucchine e mandorle
Altra ricetta, altra delizia, altro risultato favoloso grazie a Bimby.
Qui in Sardegna l'Autunno tarda ad arrivare ma almeno la sera, quando il sole tramonta e il cielo e lievemente colorato di rosa, l'aria fresca comincia a farsi sentire, così come inizia a farsi sentire l'esigenza di tornare alle cremose, alle vellutate, alle creme..
Io definirei questo piatto unico, data la presenza della carne e della verdura insieme, e light, data l'assenza di panna.
Io l'ho adorato da subito..perchè non lo provate anche voi...?
Ingredienti per 4 persone
300 g di petto di pollo
350 g di zucchine (o spinaci)
1 spicchio d'aglio
2 tuorli
20 g di parmigiano grattugiato
700 g di brodo vegetale (o di pollo)
2 cucchiai di latte intero fresco
1 cucchiaio colmo di maizena
2 cucchiai di mandorle
20 g di olio extravergine d'oliva
1 mazzolino di prezzemolo
sale e pepe q.b.
Mondate e lavate le zucchine (o gli spinaci). Tagliate a dadini il petto di pollo e mettete da parte.
Frullate le mandorle 10 sec. vel.9. Mettete da parte.Tritate il prezzemolo 5 sec. vel. 5 e mettete da parte.
Soffriggete lo spicchio d'aglio con l'olio, 3 min. 100°, vel. 1.
Togliete l'aglio e rosolate i dadini di pollo 4 min. 100°, Antiorario, vel. Soft.
Aggiungete le zucchine, tritate pochi secondi, vel. 5.
Versate il brodo vegetale (o di pollo), le mandorle tritate, la maizena, aggiustate di sale e pepe e cuocete 10 min. 100° vel. 2.
A fine cottura unite le uova, il parmigiano e i due cucchiai di latte.
Frullate per pochi secondi unendo alla fine il prezzemolo. Servite calda.
giovedì 6 ottobre 2011
Taboulè di nome, ma non di fatto.
Gira, rigira, gira e rigira, attrovai finalmenti il modo pi ammazzare al meglio il mio cavolfiore.
Manco un lupo in fase di luna piena ulula accussì forte! Pì carità gridava giustizia di lì dentro!
Prima di trovarlo da Sigrid non avevo mai pensato di poterlo mangiare crudo.
E almeno tanto quanto la velocità della luce, ho deciso di cambiare idea.
Io? proprio io? che inzuppo la pizzetta sfoglia nel cappuccino? E che, quando rimane, non disdegno pizza fredda a colazione?
Vado, lo piglio dal frigorifero e lo trito, ho pensato, in fondo tanto male non può andare, io adoro il cavolfiore.
E dopo averlo ridotto in granella simil cous-cous il tutto mi comincia ad affascinare.
Wow! esclamo! e ancora non ho finito...penso. Una buona colatura di alici di Cetara, uvetta
sultanina, mandorle..così l'ha ideata Sigrid....con la pasta "chi il cavolo arriminato" per la testa..
Che bella idea!
Taboulé di cavolfiore con mandorle, uvetta e colatura di alici
1 cavolfiore piccolo
2 manciate di uvetta sultanina
2 manciate di mandorle a lamelle
3 cucchiai di succo di limone
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio scarso di colatura di alici di Cetara
3 cucchiai di menta e erba cipollina fresca o secca
sale, pepe e una punta di peperoncino in polvere
Separate le cimette del cavolfiore, lavate, asciugate, eliminate le parti dure (in modo da
conservare solo le cimette) e frullate. Versate la semola di cavolfiore in una ciotola capiente,
condite con tutti gli ingredienti, mescolate bene, e conservate in frigo prima di servire.
mercoledì 5 ottobre 2011
..di compleanni e torte d'oltreoceano..la Yellow Butter Cake
..una torta che dedico, virtualmente ahimè, alla mia carissima Angela...la torta arriva con un giorno di ritardo..spero ti piaccia..buon compleanno tesoro e cento di questi giorni!
ricetta tratta da : Beranbaum, Rose Levy.The Cake Bible. William Morrow and Company, Inc. New York: 1988.
Happy B.Day Angie!
Yellow Butter cake
Ingredienti:
Ingredienti:
Per la torta
6 tuorli d'uovo grandi
240 ml di latte fresco intero
8 g di estratto di vaniglia (semini)
300 g di farina
300 g di zucchero semolato
20 g di baking
5 g di sale
170 g di burro ammorbidito a pezzetti
Per il Chocolate Frosting
225 g di cioccolato al 70%
113 g di burro
113 g di burro
25 g di cocco rapè
180 ml di latte fresco
345 g di zucchero a velo
1/2 cucchiaino di polpa di vaniglia
Imburrate e infarinate una teglia da 24 cm di diametro (io ho usato una teglia da 18 e ha messo il doppio del tempo in cottura) e preriscaldate il forno a 180°C.
In una ciotola amalgamate i tuorli, 60 g di latte e la polpa di vaniglia.
Nella planetaria amalgamate per 30 secondi tutti gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito e sale).
Incorporate agli ingredienti secchi il latte e il burro pomata a poco a poco.
Fate amalgamare il tutto e montate bene.
Unite poco a poco i tuorli sbattuti con il latte e la vaniglia, aspettando circa 30 secondi tra un tuorlo e l'altro.
Amalgamate il tutto e versate nello stampo fate cuocere per circa 35 minuti o comunque fino a che, facendo la prova con lo stuzzicadenti, esso ne verrà fuori asciutto. (la mia torta ha cotto in 1h e 30 minuti e ho utilizzato uno stampo da 18 cm. di diametro).
Preparate nel frattempo la copertura al cioccolato.
Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il burro, il latte e la vaniglia.
Una volta che sarà tutto ben sciolto e amalgamato trasferitelo in una planetaria e montate aggiungendo poco a poco lo zucchero a velo sino a completo raffreddamento.
Decorate la torta solo quando essa sarà perfettamente freddata.
Tanti baci a tutti....
martedì 4 ottobre 2011
Lumachelle Orvietane
Spero che non siate a dieta, perchè accidenti a loro!, questo sì che è un vero peccato di gola!
Sono D.E.L.I.Z.I.O.S.E. ..la storia che ci racconta Paoletta a proposito, potrebbe appartenere ad ognuno di noi perchè, a nostra volta, ognuno di noi serba nel suo cuore il ricordo della merenda dell'infanzia..che sia dolce, o salata, poco importa, ciò che è certamente chiaro è che Paoletta è stata davvero fortunata.
Come avrete ben capito la ricetta è sua e, per davvero, credetemi, golosissima! Qui c'è il link della sua ricetta.
Io ve la riporto passo passo..
Ingredienti:
250 g di farina di tipo"0"
140 g di acqua circa
100 g di pancetta (si possono usare anche dadini di prosciutto crudo)
50 g di pecorino
10 g di strutto
10 g di olio extravergine d'oliva (1 cucchiaio)
12 g di lievito
1 pizzico di sale
1 pizzico di pepe
Impastate bene per almeno 15 minuti la farina con l'acqua e il lievito, aggiungete il sale, il pepe e per ultimo il pecorino, poi lo strutto e l'olio.
Coprite l'impasto ottenuto e lasciate lievitare per 45/50 minuti circa.
Trascorso questo tempo riprendete l'impasto e aggiungete la pancetta tagliata a cubetti molto piccoli.
Dividete l'impasto in palline da 50 gr l'una, con queste dosi ne verranno 12.
Fate dei cannellini lunghi e grossi circa 1 cm. e formate le lumachelle senza arrotolare troppo stretto.
Sistematele su una teglia grande coperta di carta forno, e lasciate lievitare ancora 20 minuti.
Nel frattempo accendete il forno a 190°.
Infornate a questa temperatura per 15 minuti circa. Poi portate la temperatura a 150° e fatele tostare per circa 15 minuti fino a che sono belle dorate.
Spegnete e lasciate intiepidire in forno.
lunedì 3 ottobre 2011
Vellutata di zucca
...e per rimanere in tema "cremoso"...una vellutata di zucca squisita fatta...col Bimby!
Beccatevi sta delizia!
400 g circa di zucca tagliata a tocchetti
1 porro
40 g di burro ammorbidito
1 patata piccola
15 g di farina
380 g di acqua
20 g di Parmigiano Reggiano
1 cucchiaio di dado bimby (o sale)
2 cucchiai di panna da cucina
Mettete nel boccale il porro, tritate: un colpo a vel. turbo, aggiungete metà dose di olio d'oliva, rosolate: 3 min. 100° vel. 1.
Ora con le lame in movimento aggiungete la zucca e la patata tagliate a tocchetti, lavorate: 1 min. vel. 6. Aggiungete il dado bimby (o il sale) l’acqua e la farina, cuocere: 25 min. 100° vel. 4.
A questo punto aggiungete la panna, il Parmigiano e la rimanente dose d'olio d'oliva, amalgamate: 30 sec. vel. 2.
Impiattate e servite calda calda accompagnata con crostini di pane dorati…
Potage parmentier
...con questa ricetta mi trovate anche sul num°2 di OpenKitchen the Magazine! Grazie a tutte per l'ottimo lavoro!
250 g di porro
60 g di farina
300 g di patate
700 ml di brodo vegetale
40 g di olio extravergine d'oliva
sale e pepe q.b.
parmigiano grattugiato a piacere
300 g. di latte fresco
Tagliate a rondelle sottili il porro dopo averlo privato delle foglie verdi e della sua "barba".
Sbucciate le patate, ricavate una dadolata e unitela al porro, in una padella con fondo d'olio d'oliva.
Lasciate insaporire per alcuni minuti.
Coprite le verdure con il brodo vegetale e lasciate stufare a fuoco moderato, con coperchio, per il tempo necessario a renderle ben tenere. Saranno necessari una ventina di minuti.
Correggete di sale e pepe.(fate attenzione perchè il brodo è già saporito).
A cottura ultimata trasferite le verdure in un contenitore dai bordi alti e frullate con il minipimer fino a che non avrete ottenuto un passato omogeneo e vellutato.
Versate il composto così ottenuto in una pentola, rimettete sul fuoco e aggiungete il latte, la farina e il parmigiano. Fate riprendere il bollore e fate ultimare la cottura a fiamma dolce per qualche minuto.
Se il composto dovesse risultare troppo denso, o a seconda del vostro gusto, si può diluire ancora con del brodo ben caldo.
Servite con dei crostini di pane dorati, o come ho fatto io, con dei taralli ai semi di finocchio.
a
15:51
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Diamantini al cioccolato
...ricetta di Pierre Hermè.
280 g. di burro
115 g. di zucchero a velo
35 g. di tuorlo d'uovo
285 g. di farina
75 g. di cacao amaro
1/2 bacca di vaniglia (polpa)
Sabbiate con il gancio dell'impastatrice il burro morbido (15°) con la farina. Aggiungete il tuorlo, la polpa di vaniglia e lo zucchero a velo setacciato con il cacao in polvere. Formate dei filoncini, avvolgeteli nella pellicola e fate raffreddare in frigo.
Estraete i filoncini dal frigo e rotolateli nello zucchero semolato. Tagliate dei dischetti e cuocerli in forno a 170° per 20 minuti.
280 g. di burro
115 g. di zucchero a velo
35 g. di tuorlo d'uovo
285 g. di farina
75 g. di cacao amaro
1/2 bacca di vaniglia (polpa)
Sabbiate con il gancio dell'impastatrice il burro morbido (15°) con la farina. Aggiungete il tuorlo, la polpa di vaniglia e lo zucchero a velo setacciato con il cacao in polvere. Formate dei filoncini, avvolgeteli nella pellicola e fate raffreddare in frigo.
Estraete i filoncini dal frigo e rotolateli nello zucchero semolato. Tagliate dei dischetti e cuocerli in forno a 170° per 20 minuti.
domenica 2 ottobre 2011
Guida Michelin 2012: stellina sì, stellina no, stellina forse.
Molti di voi sicuramente sapranno che lui, Massimo Bottura, è il top, del top. Tre stelle e tre sogni, i suoi come i nostri, probabilmente. Avrebbe potuto aver un altro nome, ma no di certo il cuore e la determinazione di chiunque altro.
Che cosa distingue realmente noi da lui? Quanti di voi avrebbero la passione sufficiente (e spesso anche di più) a portarvi in cima? Sono certa che siete in tanti.
L'esperienza.
Lei sì che la dice lunga, ma in fondo, essa, non si dice sia essere lo stesso nome che siamo soliti dare ai nostri errori?
Sbagliando s'impara. Ma dove posso imparare a sbagliare? Perchè è risaputo, sognare è ancora gratis, per chi vuole mantenere il sogno tale, ma per chi desidera smettere, e agire, qual'è il rimedio, quali le possibilità?
Qual'è la strada che ti porta al top?
Certamente avere un blog di cucina da due anni e aver realizzato quasi 500 ricette non mi aiuterà, per quanto lodevole sia il risultato, perchè chi saprebbe giudicare spudoratamente le mie ricette non può farlo. E non avrebbe certamente alcun interesse, perchè i corsi di cucina "per amatori" sono accessibili alle tasche, ma non al cuore.
Puoi farlo? Puoi permetterti, dopo un mese passato a lavorare part-time e a sperare che la tua laurea possa significare ancora qualcosa, di spendere 500 euro per un corso di cucina per "amatori"che alla fine, diciamolo, altro non ti lascerà se non il ricordo di una bella esperienza e la foto sbiadita di un piatto realizzato impeccabilmente?
Perchè per avere un attestato, uno serio, da mettere su un curriculum, uno di quelli che non ci sarebbe niente di male se un giorno potesse portare lavoro, dovete sborsare molto, ma molto, e ancora, mestamente, molto di più.
Posso metterci tutto l'amore del mondo, e ogni giorno, posso avere come motivo valido a supporto di questo mio amore i miei ricordi d'infanzia più cari, quelli che ti insegnano ad amare le buone maniere a tavola, insieme alla buona tavola. Quelli che a distanza di trenta anni vedono ancora il tuo nome inciso con la matita su di un piano da lavoro in legno usurato dal tempo e carico di ricordi. Momenti, in cui non sai che alla fine tutto ciò non basterà.
Qui in Sardegna le possibilità sono ridotte, se non nulle, almeno tanto quanto le possibilità reali di poter andare via per aprirsi nuove strade..dove e soprattutto in cosa si può sperare di investire con un lavoro part-time dai risultati non sempre certi?
La verità è che vorrei avere le stesse possibilità di chi è al top, e non mi vergogno di affermarlo.
Le stesse possibilità di chi lo è stato e di chi, forse lo sarà, senza dover recriminare le mie origini, che offrono un territorio che produce tanto ma si distingue per la mancanza di strumenti e di organizzazione.
E' quindi, la passione sufficiente, o è comunque necessaria una buona "dote" di fortuna? Perchè non vorrei sperare che voi tutti pensiate che il diritto ad essere una stella sia un retaggio per pochi o per chi la strada già l'aveva scritta da quando ancora era in fasce. Non credo che l'amore per la buona tavola e il desiderio e la voglia di riuscire a praticarla possa davvero essere solo per una elite.
Potrebbe davvero ognuno di voi giurare che le proprie capacità potrebbero valere davvero il sogno di una vita?
Non è raggiungere il top, il mio scopo.Non quello di raggiungere il top dei grandi. Ma ottenere il raggiungimento di un diritto imprescindibile, che non può essere eluso. La possibilità di sentirsi tutti uguali, specialmente nel momento in cui dovremmo far valere il nostro vero spirito, la nostra vera vocazione, il nostro vero credo. Perchè mai ti venga concesso un desiderio senza che inoltre ti sia data la possibilità di farlo avverare.
Perchè se non riusciamo a coltivarlo potremmo incorrere quotidianamente nell'annientamento, e non posso non farlo solo perchè non ho i mezzi(quelli veri).
Certamente la mia, non vuole essere una critica, me ne guardo bene. Anzi a chi ha buone orecchie potrebbe suonare proprio una spudorata dichiarazione d'amore, la mia, come quella di tanti che a loro volta hanno fatto mille sacrifici per andare lontano.
Ma uso il mio pensiero anch'io come mezzo attraverso il quale denunciare una mancanza insieme alla necessità di dover fare quel che più amo quotidianamente, stelle, o no.
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