martedì 31 gennaio 2012

Estonian Kringle




I dolci stranieri sono sempre i più strani. Particolari, scenografici e , molto spesso di semplice esecuzione.
La nostra cara Edda, padrona del blog Un dejeuner de soleil con la sua modalità "estonian kringle" su facebook è riuscita a risvegliare in me il desiderio di provare a rifarlo.
Come ho detto a lei, non ho mai trovato una ricetta che mi soddisfacesse a pieno sia nel gusto, sia per quanto riguarda il risultato complessivo finale. Ma poi ho trovato questa e mi sono decisa a farla.
E devo ammettere che la ricetta è perfetta, il sapore della pasta è eccezionale e per il ripieno...beh..ricorda molto da vicino i nostri cari cinnamon rolls..
Per ultima cosa devo dire che mi sono davvero divertita a farlo, dal momento di impastare, a quello di coccolare l'impasto, per poi assemblarlo in questa scenografica corona soffice e profumata.

Gli ingredienti

120 ml di latte caldo (37-38°C)
1 cucchiaino di zucchero semolato (o miele)
1 tuorlo (io ne ho messi 2)
25 g di burro
un pizzico di sale
15 g di lievito di birra fresco
300 g di farina (io ho usato 150 g "0" e 150 g "00")

Per la farcia
50 g di burro
3-4 cucchiai di zucchero di canna (io ho usato il demerara)
1-2 cucchiaini di cannella (a seconda dei gusti ;)


In una bastardella mettete il lievito e lo zucchero (o miele) e il latte caldo e lasciate riposare qualche minuto sino a che non si formi sopra una leggera schiumetta. Aggiungete il burro, fuso e raffreddato e il tuorlo e amalgamate bene. Unite la farina setacciata e impastare circa 10 minuti. Unite per ultimo il sale. Inizialmente avremmo  un impasto duro, che, dopo la fermentazione diventerà molto morbido. Coprite la ciotola e lasciate riposare per 1-2 ore in un luogo tiepido e lontano da correnti d'aria.

Preriscaldare il forno a 200 ° C. Battete con una frusta il burro morbido con lo zucchero di canna e la cannella sino ad ottenere un composto ben liscio.

Lavorate la pasta lievitata per eliminare l'aria, spolverate il piano da lavoro con della farina e stendete un rettangolo di circa 1 cm di spessore. Ungete la pasta con la miscela di burro,zucchero,cannella, lasciando vuoto 1 cm dal bordo. A questo punto potreste pure aggiungere cannella a piacere.
Arrotolate la pasta per il senso della lunghezza e quindi dividete letteralmente il rotolino a metà e iniziate ad incrociare questi due pezzi d'impasto fra loro, quindi uniteli a formare una corona.
Potreste spennellare ulteriormente la superficie del dolce con la farcia di zucchero, burro e cannella.
Fate cuocere per 30-35 minuti circa o comunque sino a colorazione.








lunedì 30 gennaio 2012

Focaccine raclette e rosmarino




Quale modo migliore di gustare il Raclette se non fuso bollente? Formaggio originario del Vallese, viene oggi  prodotto in diverse zone della Svizzera e in Francia, soprattutto Savoia e Bretagna.
Ha un sapore delicatissimo e dolce, e la sua stagionatura che dura all'incirca tre mesi ne determina la cremosità della pasta.
Dal momento che nasce per essere fuso o spalmato ho pensato bene di metterlo dentro una focaccina con il rosmarino.
Per un pranzo veloce (e goloso) a base di focaccine, insalatina e prosciutto per accompagnamento.
Buon inizio settimana a tutti, baci.

La ricetta per le focaccine la trovate qui , per il resto non vi rimane che stendere la pasta in rettangoli, farcirla con il raclette e il rosmarino tritato, e richiuderla dolcemente a mo' di portafogli. Spennellate con olio extravergine d'oliva e una lieve spolverata di sale di Maldon. 
Cuocete in forno preriscaldato a 210°C per circa 25-30 minuti.
Servite calde con un insalatina mista magari con verdure croccanti, e del buon prosciutto crudo per accompagnare. Da bere? Acqua fresca, freschissima!




domenica 29 gennaio 2012

La charlotte milanese del Black.




Vista e...copiata , tempo 24 ore. Voi non avreste fatto lo stesso?
Una ricetta, dello chef nero, questo lo avete già capito, deliziosissima sia nel gusto, sia nell'aspetto.
Abbiamo una delicatissima salsa inglese, una frolla bretone, (io ho preferito la sablè), e una torretta divina di mele impanate nel pane grattugiato e uvetta.
Lo chef propone anche una salsa caramello, ma giusto un accenno, sottolinea, badate bene, non è una tatin!
Io ve la passo ..

Per 3 porzioni occorrono

3 mele granny smith
 burro e zucchero semolato q.b.
20 g di uvetta
pangrattato q.b

Per la salsa alla vaniglia

200 ml di latte intero fresco
50 g di panna
60 g di tuorli
40 g di zucchero semolato
1 bacca di vaniglia

Per la frolla (Santin usa una bretone, io ho optato per una sablè vi lascerò entrambe le ricette)

Per la bretone

465 g di burro
425 g di farina 00
150 g di zucchero a velo
85 g di fecola
2 g di sale di Maldon
1 tuorlo d'uovo sodo

Per la sablè trovate la ricetta qui.

Preparazione della crema: (tratta da "I dolci di Maurizio Santin" ed.-Gambero rosso)


In una casseruola dal fondo spesso portate ad ebollizione il latte e la panna con il baccello di vaniglia tagliato a metà nel senso della lunghezza con un coltello a lama fine. In una ciotola lavorate i tuorli insieme allo zucchero con una frusta a mano cercando di incorporare meno aria possibile fino ad ottenere un composto chiaro e cremoso. Sempre mescolando versate sul composto il latte e la panna bollenti poco alla volta e rimettete il tutto sempre nella stessa casseruola. Fate cuocere la salsa sul fuoco al minimo mescolando continuamente con una spatola.
Se disponete di un termometro per la cottura degli alimenti essa sarà cotta quando avrà raggiunto la temperatura di 82-83°C, altrimenti potrete accorgervene facendo attenzione ad alcuni segnali: 1) la crema velerà il dorso di un cucchiaio, 2) la schiuma superficiale sarà quasi del tutto scomparsa. Per avere una sicurezza in più basterà passare un dito sul retro della spatola ricoperta di crema: se ne rimarrà la traccia visibile, la salsa sarà pronta, se al contrario scomparirà subito bisogna continuare a cuocere.

Una volta giunta a cottura se vi serve calda utilizzatela subito, in caso contrario fatela raffreddare molto velocemente immergendo la casseruola in un contenitore più grande con acqua e ghiaccio e mescolando spesso.


Mettete in ammollo l'uvetta.
Fate colorare e ammorbidire le mele dopo averle ridotte in spicchi in una padella con una noce di burro e una spolverata di zucchero. 
Imburrate degli stampini usa e getta e infarinateli con il pangrattato. Riponete all'interno le mele ormai morbide sino a raggiungere il bordo dello stampino, completate con l'uvetta strizzata.

Assemblate il dolce disponendo su di un piatto la salsa inglese a specchio, un disco di frolla (che dovrà risultare più largo dello stampino usato per le mele) e di seguito rovesciate la torretta di mele.
Completate con una spolverata di zucchero a velo.





sabato 28 gennaio 2012

Torta morbida al cioccolato al profumo di Porto e confettura di albicocche



....o torta per Ciccio, ovvero, torta improvvisata per un amico che parte ;) 


Niente di nuovo in questo post..la torta morbida al cioccolato l'avete già vista qui e..per il resto..ho solo aggiunto una bagna al Porto e una confettura di albicocche che fa tanto Sachertorte.
Un post breve breve , piccolo piccolo dedicato a un amico, con un bacio al volo, a presto!





giovedì 26 gennaio 2012

Quando la brioche...si fa sfoglia.




Ci risiamo. Claudia e le sperimentazioni.
Ho avuto timore devo confessarvi, di pubblicare questo post, timore reverenziale nei confronti della pasticceria.
Ora, non so se vi è mai capitato di vedere una cosa simile, non so nemmeno se possa essere considerata dignitosa come realizzazione, ma a me piace, voi che dite?
Vi spiego che è successo. Bombolone da forno?avete presente no? ecco io avevo in mente di fare un semplice, semplicissimo bombolone al forno per lasciar pronta la colazione alla mia mamma.
Fatto (e caso) strano volle che in fase di preparazione mi passasse per la mente l'idea di sfogliare l'impasto.
Sapete no? Che se io potessi sfoglierei pure il cemento? E sino a qui nulla di strano, anche perchè il croissant altro non è che una pasta brioche sfogliata con il burro.
Ma la testa si sa..governarla in attimi come quelli è un'impresa...quindi sfogliatura fu!
Avrebbe potuto funzionare (credo) se poi non mi fossi spinta oltre. La forma dite? Ecco quella sì. E' tonda, la vedete no? La coppai. Mucca peppa se la coppai. E sfogliò ! Ahahahahahaahh!!Che risate mi son fatta davanti al forno! ogni piega fatta all'impasto comincia a sfogliare separandosi nettamente dall'altra ma rimanendo comunque attaccata. vi prego passatemi i termini voi non sapete quanto sia difficile spiegare! così che infine sembra un vol-au vent di pasta brioche (ma senza buco centrale).
Indubbiamente ci stanno dietro tante di quelle castronerie chimico-fisiche che non oso nemmeno immaginare..perchè è diventato così , perchè ha sfogliato colì....ecchnnesoòò! 
Ma passiamo al gusto. è buono! soffice e...considerando che con sole due pieghe ha fatto tutte quelle sfogliatine lascia molto spazio alla fantasia perchè in mezzo ci potete mettere tutto quello che vi pare.
Io vi lascio la ricetta..quella semplice semplice...se poi volete sfogliare anche voi ..beh...benvenute nel club ;)

Ingredienti e dosi

140 g di latte 
70 g di zucchero semolato
25 g di lievito di birra
400 g di farina tipo 0
50 g di burro
2 uova
lo zeste grattugiato di un limone
1 pizzico di sale

Intiepidite il latte (37-38°C) e scioglietevi lo zucchero e il lievito di birra.
In una planetaria o a mano, cominciate ad impastare con la foglia incorporando il latte alla farina.
Unite quindi le uova, e quando l'impasto sarà ben incordato aggiungete il burro morbido. 
Unite infine lo zeste del limone e il sale.

Lasciate lievitare coperto in un luogo caldo per un'ora.
Stendete l'impasto e (3-5 mm) e ricavate i dischetti di pasta. 
A questo punto potete anche allargare leggermente il disco di pasta, farcirlo a piacere ( marmellata, confettura, crema, nutella..ecc) richiudete i dischi di pasta, ripiegando i lembi verso l'interno e sistemateli distanziati in una teglia rettangolare imburrata e infarinata avendo cura di mettere il lato con le pieghe di chiusura verso il basso.
Fate lievitare 40 minuti in un luogo caldo.
Spennellate con poco burro fuso e cuocete per 30 minuti in forno caldo a 180°C.

Se volete provare la mia versione non dovete far altro che eseguire due pieghe da due incassando il burro prima del primo riposo (io ho usato 80 g stesi in sfoglia).






mercoledì 25 gennaio 2012

La ciliegina sulla torta




Ma quanto son belle le torte classico stile vintage? e soprattutto, quanto sono buone? deliziose, vertiginose , soffici fette farcite di crema e ricoperte da un monte di goduriosissima panna? Non potevo non mettere la ciliegina..è vero si, che il tema della torta è il limone (e quindi forse non ci azzeccano tanto) ma i limoni canditi mignon ancora non li ho visti in giro..
Una bella idea, e soprattutto buona e veloce, per realizzare in poco tempo una torta di compleanno da favola...spero vi piaccia.

p.s. Se vi è capitato di leggere il mio post precedente avrete sicuramente notato la presenza del Casu Axedu. Io l'ho riutilizzato al posto dello yogurt classico.

Per la torta:

2 uova
375 g di farina
250 g di zucchero
125 g di casu axedu (o yogurt bianco naturale)
lo zeste grattugiato di due limoni medi non trattati
125 g di olio di semi di mais
1 bustina di lievito per dolci

Per decorare

Panna da montare fresca
Ciliegine candite

Per la crema


400 ml di latte intero
100 ml di panna fresca
4 tuorli
120 gr di zucchero semolato
40 gr di farina
lo zeste di un limone

Preparazione:

Mettete in infusione lo zeste del limone nel latte e nella panna bollenti per circa 10-15 minuti. A parte, in un pentolino versate i tuorli e lo zucchero e sbattete con una frusta. Unite quindi la farina e amalgamate bene il tutto. Aggiungete poca panna e latte bollenti  privati delle bucce, mescolare bene per raccogliere le uova, e rimettere sul fuoco mescolando costantemente fino a quando la crema non si sarà addensata.

Prepariamo ora la torta (per una tortiera da 18 cm di diametro)

Con delle fruste elettriche montate le uova con lo zucchero sino a che non saranno diventate chiare e spumose.
Aggiungete lo zeste grattutgiato del limone e il formaggio o yogurt, quindi incorporate poco a poco la farina setacciata con il lievito.
Aggiungete un pizzico di sale, e l'olio a filo.
Versate il composto in una teglia imburrata e infarinata e cuocete a 180°C per 40 minuti. (controllate sempre trascorsa la mezz'ora).
Quando la torta sarà ben fredda tagliatela per ricavare due dischi e farcitela con la crema. (volendo prima di questo passaggio potreste usare una bagna per ammorbidire).
Ricomponete la torta e decorate con panna e ciliegine.








martedì 24 gennaio 2012

Millefoglie di pere croccanti con spuma di casu axedu e sfogliatina di mandorle




Quando si dice ..mi frulla qualcosa per la testa...io amo molto i dolci con la frutta, e voi?
Ho voluto sperimentare, per il mio dolce, una spuma di formaggio sardo. Il casu axedu, quello che per intenderci mettiamo nelle seadas per il ripieno.
Prodotto prevalentemente in Ogliastra ma in definitiva su tutto il territorio di Sardegna, può essere realizzato sia con latte caprino sia ovino. 
E' una vera e propria cagliata acida, dal gusto comunque molto piacevole.
La necessità di creare una spuma vera e propria, perchè è davvero soffice, nasce dal fatto che tutto e dico proprio tutto il resto del piatto è divinamente croccante. Chips di pera e tegoline alle mandorle.

Affettate la pera per il suo senso della lunghezza cercando di ottenere delle fette di medio spessore.
Ammorbiditele in acqua calda (300g) e zucchero (50g) e il succo di un limone.
Passate quindi in forno per 1 ora circa a 150°C.
Preparate la spuma: in un pentolino mettete a sciogliere il formaggio (circa 113 g) con 200 ml di panna fresca.
Aggiungete 85g di zucchero a velo e mezzo bicchierino di rhum scuro. Unite infine 3g di agar-agar.
Lasciate raffreddare, colate nel sifone e riponete in freezer per 10 minuti, poi passate in frigorifero per 20 minuti.
Preparate le tegoline con 50 g di burro salato, 120 g di zucchero e 65 g di farina e un albume montato a neve (incorporate prima burro e zucchero, quindi la farina e infine l'albume montato .
Lasciate riposere il composto in frigorifero per 30 minuti.
Con i polpastrelli prelevate un poco d'impasto e formate delle tegoline della forma che desiderate su un foglio di silpat e cospargetele di mandorle in lamelle.
Infornate a 190°C per 7-8 min, o comunque sino a colorazione.
Prendete il sifone dal frigorifero e svuotate al suo interno due cariche di gas per crema. Agitate bene.

Assemblate il dolce disponendo dapprima una chips di pera quindi della spuma di casu axedu e la tegolina di mandorle, sino all'altezza desiderata.



domenica 22 gennaio 2012

La pasta brioche e le sue applicazioni : atto I.




Buonine buonine no? tra me e le briochine, o veneziane alla crema, durante la mia infanzia è stato amore e odio.
Ammetto che nella maggior parte dei casi la scelta ricadeva sempre o sul cornetto o sul bombolone...ma loro..avevano un fascino d'altri tempi..non so forse non  provavo simpatia per la granella o forse una volta che incontri e assaggi quella , non esattamente buona buona, da bambino ci metti una croce sopra e bye bye alla brioche...
Poi magari, se sei fortunato, ti ricapita di volerci riprovare e così la riprovi e fortuna vuole che sia perfetta e te ne innamori,capendo ahimè, come in questo caso che mi ci sono trovata faccia a faccia, che molto probabilmente sono di più difficile esecuzione le brioches dei croissant.
Questa ricetta, presa da Paoletta, come al solito dà le sue garanzie, ma non sono totalmente soddisfatta della riuscita, esteticamente parlando, perchè dentro,  sono morbide e dal sapore davvero delizioso (non mi sognerei mai di postare una ricetta tanto per, sono assolutamente favolose).
Probabilmente ho sbagliato ad eseguire il taglio che si fa sulla superficie per inserire la crema e non hanno tutte il tipico aspetto della veneziana.....una cosa è certa...stasera si cena una bella tazzona di latte con 2 o 3 brioche...eheheh per fare tifo all'inter ci vuole forza...
Allora...alla prossima brioche!  

Ingredienti per la pasta brioche

250 gr di farina 00
250 gr di manitoba "0"
200 ml di latte intero fresco
2 uova
100 gr di buon burro (cercate un burro speciale e speciali saranno le vostre brioches)
75 gr di zucchero semolato
5 gr di sale
lo zeste grattugiato di 1 limone
12 gr di lievito di birra fresco
1 tuorlo per pennellare+latte


Ingredienti per la crema

200 ml di latte intero fresco
100 ml di panna fresca
1 uovo intero
75 gr di zucchero semolato
40 gr di farina

Procedimento per la crema

Mettete in un pentolino il latte e la panna e portare quasi a bollore. Nel frattempo in un altro pentolino sbattete bene l'uovo con lo zucchero.
Aggiungete la farina setacciata e amalgamate bene.
Versate poi il latte e la panna caldi sull'uovo sbattuto, amalgamate il tutto e riportate sul fuoco. Fate rapprendere la crema a fiamma molto bassa, sino a che la crema non si sarà rappresa.


Impastate alla sera nella planetaria o a mano tutti gli ingredienti, per ultimo il burro. Fate lievitare 50' a temperatura ambiente coperto. Riponete in frigorifero per 8/10 ore coperto da pellicola.
Riprendete l'impasto al mattino e lasciate puntare a temperatura ambiente per 1 ora. Prendete l'impasto, posatelo sul piano da lavoro infarinato, fate sgonfiare leggermente e fate le pieghe di Adriano, quelle del secondo tipo, queste .
Lasciate riposare coperto per circa 15/20 minuti. Porzionate  poi l'impasto in pezzi di circa 55 gr l'uno.
Formate delle palline, spennellate con il tuorlo battuto con 3 o 4 cucchiai di latte e lasciate riposare circa 20 minuti.
Con l'aiuto delle forbici quindi praticate un taglio sull'estremità a croce e con l'aiuto di un sàc a poche farcite con la crema. Cospargete con la granella di zucchero e lasciate lievitare ancora 30 minuti, quindi infornate a 180° sino a colorazione (25-30 minuti).





martedì 17 gennaio 2012

Croccantini di riso soffiato al cioccolato fondente




...col cioccolato che vi pare insomma. 
Triste stuzzichino per chi è a dieta, vista l'adorabile, immensa, quantità di cioccolato..ma io vi conosco..siete un po'come me...ma chi ce lo fa fare a metterci a dieta? con tutto quello di cui ci stanno privando oggigiorno  credo che questa sia un'ottimo rimedio per il morale..e anche farli dà una certa soddisfazione..sono deliziosi alla vista, non trovate? io li vedo speciali per una merenda dei bambini, magari con un bel bicchiere di latte fresco (si ok che ci sta il cioccolato, ma non sottovalutiamo la presenza del riso soffiato) egli va a temprare l'animo forte di questo dolce data la presenza di una buona dose di proteine, acqua, fibre e carboidrati.
Perfetta per il dolcino after-dinner in preda a una voglia tremenda di coccolarsi..
La ricetta non possiede zucchero saccarosio aggiunto, soprattutto in presenza di un cioccolato al latte, e anche usando quello fondente, vi dirò, è davvero buono.
In fin dei conti potete spaziare con la fantasia..dedicandovi magari all'aggiunta di qualche spezia come la cannella, o l'anice stellato, il peperoncino....fate vobis! 
Bacioni ai miei cari lettori.

Croccantini di riso soffiato al cioccolato fondente
(Ciocorì  homemade)


500 g di cioccolato fondente al 70% 
20 g di olio di semi di arachide
10 g di latte condensato (facoltativo)
120 g di riso soffiato

La ricetta è nell'esecuzione estremamente semplice e rapida:
Non dovete far altro che far sciogliere a bagnomaria il cioccolato con l'olio di semi e il latte condensato.(cercate di non superare mai i 37-40°C e tenete la fiamma molto dolce)
Quando sarà tutto completamente sciolto aggiungete i fiocchi di riso soffiato e mescolate bene il tutto.
Con l'aiuto di due cucchiai porzionate il composto nei pirottini di carta, oppure stendete il composto per intero in una teglia avendo cura di livellarlo bene.
Riponete in frigorifero e lasciate rapprendere per almeno 2 ore.
Una volta rappresi, potete lasciare anche a temperatura ambiente. (sempre che da voi non ci sia tanto caldo...;)




giovedì 12 gennaio 2012

Una crema golosa e una nuova collaborazione





Ebbene sì,.... un'ottima collaborazione.
Ho letto la mail tre mattine fa. Cielo umido grigio-azzurro, profumo di pioggia bagnata. Mal di testa da (uh che pxxxe continuerei volentieri a dormire).
Vado a leggere la mail dai, sù, svegliamoci ed entriamo, anche per oggi, nel mondo dei vivi.
Hai una nuova mail in entrata: .....................................................................................................................
Uo. Esclamazione, di chi, appena sveglio, nonostante tutto, non trattiene la gioia (da qualunque luogo abbia la fortuna di venire). Questa è da leggere bene. Quindi chiamo rinforzi: Andre, Andre, Andre, Andre...(vi risparmio il seguito).
"Le stelle si Incontrano dici?" E che devi fare? Intervistare gli chef stellati della mia regione! Naaaa, ma che scherzi?? No no. Ma che mi prendi in giro?? E dai su. Salto con un balzo (non esattamente felino) sul materasso urlando "yuppi ia ie" , sempre difficile al mattino trovare modi di esultare originali o che esulino dalle 5 vocali.
Ricontatto al più presto Consiglia (che saluto affettuosamente) per darle il mio consenso, e nel mentre leggo e rileggo la sua mail e le sue parole, che non me ne vorrà se riporto in parte, 

 "mi sa che il Suo piccolo contributo alla cucina è diventato un salotto enogastronomico dove chef, blogger, appassionati di cucina in genere si
dirigono con l’unico fine di leggere i suoi testi e le sue ricette"..che bello, anche perchè, diciamolo, non c'è niente che adori fare di più al mondo e dopo due anni e circa 500 ricette...son soddisfazioni ;).

Con questo post vorrei ringraziare tutto lo staff di Malvarosa Edizioni per l'interesse rivoltomi.
E questa..è per il progetto ;) mi darò senz'altro alle vellutate...
Baci a tutti!

Crema di finocchi con "purpuzza" ai semi d'anice



Per la crema di finocchi

50 g di burro
50 g di farina
1/4 di porro
500 g di finocchi piccoli
500 g di acqua
100 g di latte fresco
sale q.b.
1/2 cucchiaino di curcuma
olio d'oliva

250 g di salsiccia fresca
semi d'anice q.b.
noce moscata q.b
vino bianco q.b.

Pane Carasau per accompagnare

Preparate in una casseruola il roux bianco, aggiungete un filo d'olio, il porro tagliato finemente, il latte, il sale , la curcuma i finocchi in piccoli pezzi (io li ho cotti precedentemente al vapore sino almeno ad intenerirli) e l'acqua e lasciate cuocere a fiamma media per circa 15- 20 minuti.
Omogeneizzate a questo punto con un frullatore ad immersione o col Bimby (se lo avete ;)

Private la salsiccia del budello, ridicetela in "purpuzza" e fatela insaporire e cuocere in una padella con un filo d'olio d'oliva, sfumate a metà cottura con il vino bianco. 
Insaporite con i semi d'anice.
Servite la crema calda, disponendo la "purpuzza" al centro, completate con un  filo d'olio d'oliva a crudo, una spolverata di noce moscata, e servite con delle fette di pane carasau.



Croissant atto IV (sfogliati al burro salato)




Lo so. C'è chi da di matto per i macarons, chi per la pasta brioche, chi per i brownies, per le torte.
Io do di matto per loro. E ora ve lo dirò. Io adoro fotografare i croissant, e pure farli.
E sono ogni volta, daccapo, sempre alla ricerca di quello perfetto. Che come sempre non arriva mai.
E non me la tiro, mi conoscete bene. Ammetto sì che sono ottimi, (c'è chi non ha resistito al profumino e li ha assaggiati dopo pranzo, per questo vi so dire che son buoni) e ho imparato col tempo, che il burro e la tecnica fanno la differenza in questa ricetta, che poi, detto chiaro, non è una ricetta, è storia.
Ogni volta che mi trovo a sfogliare vengo colta da uno stato di malinconia e tristezza (e spesso è la stessa causa per cui mi ritrovo ad aver voglia di prepararli), e solo i tempi di riposo e la cura necessari per preparare i croissant riescono a smorzare il mio animo...inutile dirvi che il sorriso spunta solo quando si gonfiano, in forno. E diventano belli dorati e profumano..non so di che profumano, ....profumano di pensieri felici, tempi passati, di una musica dolce, profumano di nuvole, al tramonto.
Credo che conosciate ormai la ricetta , l'unica differenza con loro sta nel fatto che ho usato il Lurpak leggermente salato per i giri...
Buona sfogliatura a tutti...








martedì 10 gennaio 2012

Bocconcini di pane insemolati alla mozzarella e pomodoro secco




Sotto mentite spoglie sono tornate. Vi ricordate delle girelle di mozzarella?
Credo che davvero il freezer al giorno d'oggi sappia far miracoli. Non tanto noi infondo, non noi.
Anche se credo dovrebbero farli trasparenti.
Stamattina, per caso, e ripeto, per puro caso, apro il freezer.
Non so perché l'ho fatto, non avevo nemmeno il mio amato pollo da scongelare per pranzo.
Ed ecco che mi trovo faccia a faccia con la palla. Un delizioso, niveo panetto giaceva nell'angolino più remoto del freezer.
Se non altro, ammettiamolo, per quanto freddo, credo sia realmente capace di favorire i colpi di fulmine.
E' stato amore a prima vista, anche se ammetto di averlo dimenticato lì....
Mossa dal coscenzioso ricordo (e assolutamente doveroso, l'impasto era tanto!) di reazione salva-panetto di qualche settimana fa lo tiro fuori dal freezer e lo ammiro, e come una tontolona penso, ma quanto sei bello?
Che aggeggio miracoloso...lui se ne sta li che ricambia aria calda con aria fredda dalla mattina alla sera...e intanto ti conserva l'impossibile..".sono così felice di averti trovato!" ..proprio non mi ricordavo...(meno male che ero sola a casa, perché il quadretto delineatosi in cucina aveva assolutamente del kafkiano)...
Ad ogni modo dopo qualche minuto di effusione amorosa mi decido a scegliere di che forma deve morire il mio impasto.
Bocconcini, insemolati (per farmi perdonare) con il pomodoro secco (per renderli più sfiziosi ancora).
Almeno, col freddo che fa, non devo uscire a comprare il pane.
La ricetta la trovate qui, ovviamente, se desiderate fare dei bocconcini seguite la ricetta senza passare all'operazione di stendere l'impasto.