Pesto genovese

Pesto e trofie : le bontà della tradizione gastronomica italiana

31/01/16 10:59



Un post che probabilmente non avrebbe necessità di alcuna presentazione, basta pensare al profumo del basilico, del grana padano e dei pinoli per riuscire a trasportarvi con la fantasia là dove solo la gastronomia italiana sa portarvi. Un binomio delicato, che vi inebria col suo profumo e vi abbraccia di ricordi legati alla bella stagione.
Qui l'inverno sembra non essere mai arrivato..e la piantina di basilico genovese che campeggia sul terrazzo vive ancora del suo verde più brillante.

Questa, la ricetta, credo, più fedele a quella della tradizione del pesto genovese..(se c'è qualche ligure che legge è caldamente pregato di correggere qualora ci fosse qualche errore) e sulla pasta fresca di farina biologica che dire..realizzata al 100% con grano di Puglia dal pastificio Casa Milo, azienda attiva nel cuore delle Puglie dal 1870.

Che altro dire se non... buon appetito?

1 confezione da 250 g di Trofie fresche di farina biologica Casa Milo


Per il pesto genovese

100 g di foglie di basilico genovese (a foglia piccola)
40 g di pinoli 
100 g di Grana Padano grattugiato o Parmigiano Reggiano D.O.P.
20 g di pecorino sardo (tipo Fiore Sardo) D.O.P.
100 g di olio extravergine d'oliva delle riviera ligure (io sardo)
1 o 2 spicchi d' aglio
6 g di sale grosso marino 

Mettete via frullini a immersione o mixer. Pestello e mortaio.
Lavate e asciugate bene le foglie di basilico con un canovaccio.
L'aglio, possibilmente dolce, privato dell'anima, va aggiunto in quantità di 1 spicchio ogni 30 foglie di basilico.
Iniziate quindi a pestare aglio e sale sino ad ottenere una crema.
Incorporate quindi i pinoli, che contribuiranno a conferire alla salsa quel profumo legnoso e aromatico che la contraddistingue dall'uso, scorretto, di altra frutta secca.
A questo punto, con movimento delicato e rotatorio iniziate ad aggiungere le foglie di basilico ormai asciutte.
Quindi aggiungete i formaggi e l'olio extravergine d'oliva dosandolo quasi goccia a goccia.

Importante infine che tutti gli ingredienti siano a temperatura ambiente, e che, nonostante la ritualità dei gesti, il tutto non avvenga in tempi troppo lunghi per evitare problemi di ossidazione che farebbero perdere al prodotto quel suo splendido colore verde brillante.

L'abbinamento con le trofie è storia..ma come sapete tante possono essere le sue destinazioni d'uso in cucina.





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6 commenti

  1. Mmmm il profumo del basilico e le trofie! Una vera bontà

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  2. Che famina a vedere questo piatto di pesto e trofie!

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    1. La macchina fotografica colava acquolina infatti :D ciao Angie, a presto!

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  3. confesso, non ho mai fatto il pesto nel mortaio! e me ne pento sinceramente, devo rimediare! grazie per avermelo ricordato con questo bel post, e per le dritte sulla ricetta originale - non sapevo mai di preciso che tipo di formaggi usare, ora lo so ;)

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    1. Ciao cara...spero che le dritte siano corrette..intanto ti posso ragguagliare sul sapore che per lo meno era buono! Tutto dipende dalla qualità degli ingredienti che si usano e se riesci a reperirli buoni per davvero credo che la fantasia di rovinarli con lame in movimento passi al volo ! :D :D un abbraccio

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